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Pubblicazione degli studenti dell’AEO sui militari italiani internati nei lager nazionalsocialisti

Trenta lettere e cartoline postali inedite, scritte dai militari italiani nei campi di lavoro coatto durante il nazionalsocialismo sono state decifrate, trascritte e tradotte in tedesco dagli studenti dei corsi di storia e di italiano della Prof.ssa Lambertini, spesso con l’aiuto di genitori e nonni.

L’Ufficio Scuole dell’Ambasciata d’Italia, in particolare la Dottoressa Marzorati, ha mostrato interesse per questo progetto di ricerca e ne ha reso possibile la pubblicazione nell’estate del 2020. Il libro porta il titolo: „Carissimi genitori, con queste mie misere parole…  Lettere inedite dallo Stalag II C di Greifswald“.

La preziosa documentazione è stata raccolta dal Professor Pohl e da due suoi concittadini e messa a disposizione dei ragazzi in forma digitale. Gli studenti hanno captato subito l’eccezionalità di questo incontro con la Storia, non più relegata al mondo dei libri e delle prestazioni scolastiche, e hanno subito dimostrato forte interesse e profondo rispetto per i protagonisti di questa vicenda, spesso di poco più anziani di loro all’epoca dei fatti.

Hanno così affrontato lo studio del contesto storico in cui collocare lettere e cartoline: dopo l‘8 settembre 1943 circa 650 000 soldati e ufficiali italiani vennero disarmati e deportati dalla Wehrmacht in Germania, dove vennero trasformati in lavoratori coatti per l’Industria bellica del Reich. Gli studenti esprimono in questo libro le loro riflessioni, di carattere storico o personale, nonché le emozioni ed i quesiti che li hanno accompagnati durante questa singolare esperienza di studio. Le visite guidate dal Dottor Pironti al Centro di documentazione sul lavoro forzato durante il nazionalsocialismo di Schöneweide ed il contatto diretto con documenti d’archivio del Centro stesso hanno permesso un approfondimento della loro ricerca.

Una lettura scenica di brani di lettere, introdotta da un workshop di dizione, training vocale e presenza scenica guidato dall’attrice Elettra de Salvo, ha fatto sì che il gruppo potesse condividere questa eperienza in modo creativo. Ricostruendo la memoria di questa dolorosa vicenda di guerra a lungo rimossa, i ragazzi sono divenuti consapevoli ambasciatori di pace.  [LAM]

Alcuni dei ragazzi impegnati alla redazione del libro

 

La copertina del libro

 


Un esempio di cartolina scritta da un internato militare


Alcuni commenti dei ragazzi dopo il lavoro di trascrizione e traduzione

 

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